Treviso

Il primo nucleo della città era un villaggio pre-romano sull’ansa del Sile, in un territorio ricco di risorse idriche. La vicinanza ad arterie importanti, come la via Postumia, e ad importanti vie d’acqua, fecero sì che fin dai tempi antichi Treviso fosse un attivo centro commerciale. Gli echi della decadenza dell’impero romano arrivarono fino in città. La città venne conquistata dai Longobardi, divenne sede di uno dei trentasei ducati del regno e vi venne istituita una zecca, che continuò ad essere usata dai Carolingi e dalla Serenissima. Attorno all’anno Mille Treviso la città adottò un proprio statuto comunale e dopo aver sconfitto il Barbarossa con le leghe Veronese e Lombarda, ebbe un notevole sviluppo economico, architettonico e urbanistico. Nel 1321 la città si dotò di una delle prime Università. La prima casata ad imporre il proprio potere in città Treviso furono gli Ezzelini (1237-1260). Fu poi il turno dei Collalto e dai Da Camino. Occupata nel 1329 dagli Scaligeri, nel 1339 si affiliò spontaneamente alla Serenissima, costituendone il primo possedimento in terraferma. Coinvolta nelle guerre per il potere sulla penisola italiana, la città fu dapprima governata dal duca d’Austria e poi dai Carraresi (1384-1388). Da allora la città tornò a far parte della Repubblica di Venezia e finalmente ritornò a vivere di un lungo periodo di stabilità.

Da vedere: il Duomo del VI secolo, edificato nel centro della città dove, come dimostrato dagli scavi archeologici, anticamente sorgevano un teatro, un tempio, e probabilmente anche delle terme. Su iniziativa del vescovo Rotario, nel XI – XII secolo, l’area e il Duomo vennero modificati dando loro la forma attuale; la Chiesa di San Francesco e il convento, la cui costruzione iniziò nel 1231, per ospitare una comunità di francescani sempre più numerosa, inviata in città dallo stesso Francesco nel 1216. Nel 1806, come conseguenza della soppressione napoleonica, gli edifici vennero destinati a scopi militari, solamente nel 1928 vennero restaurati e riconvertiti al culto. Lo stile architettonico si colloca tra il romanico ed un primitivo gotico. L’interno presenta un’unica navata e cinque cappelle sui lati. Ospita le tombe di uno dei figli di Dante Alighieri e della figlia di Francesco Petrarca; la Piazza dei Signori è il cuore della città ed il suo centro culturale e sociale, nel suo lato ad est si trova il Palazzo dei Trecento o della Ragione, costruzione del XII secolo, anticamente sede del Maggior Consiglio. Sulle pareti esterne del palazzo sono ben visibili i segni dei grossi danni subiti dal palazzo durante il bombardamento subito dalla città nel 1944. A nord della Piazza si trovano il Palazzo del Podestà (fine XV secolo) e la torre civica; il Monte di Pietà e Cappella dei Rettori, la sede del Monte di Pietà è nell’omonima piazza, dietro al Palazzo del Podestà. Sede del trecentesco Monte dei Pegni, il palazzo venne ricostruito nel 1462, quando i Francescani avanzarono la proposta di istituire un Monte di Pietà in città, proposta accolta nel 1496. All’inizio del XVI secolo l’edificio venne ampliato, inglobando la chiesa di Santa Lucia e, successivamente (1561), anche la chiesa di San Vito. L’ultimo restauro si ebbero è del Settecento. Risultato di questi ampliamenti e ristrutturazioni è che il palazzo e le due chiese sono un unico complesso con porticato comune. Nel 1822 il Monte di Pietà cessò la sua attività e l’edificio da allora ospita una cassa di risparmio.